Prodotto solo nelle annate favorevoli da uve Pinot Nero con limitato apporto di Chardonnay, tutte di nostra proprietà.
Di grande struttura e complessità, con straordinaria persistenza gusto-olfattiva, è ottimo come aperitivo, ma soprattutto ideale a tutto pasto con accostamenti anche molto audaci.
Il Nature è un millesimato (vintage nei paesi anglossasoni) prodotto solo nelle annate durante le quali l'andamento climatico ci concede la raccolta di uve dalla maturazione eccellente.
Il vino base deve essere infatti pressoché perfetto: la mancanza della liquer d'expedition renderebbe evidente anche la minima manchevolezza. Abbiamo aggiunto l'aggettivo ecru a sottolinerare l'assoluta purezza ed integrità di questo Metodo Classico.
Nella cuvée del Nature prevale decisamente il Pinot Nero (85-90%), che dona quelle incomparabili caratteristiche di profondità, longevità, e ricchezza che ne rappresentano i pregi più evidenti.
Si tratta della massima espressione del nostro territorio, molto differente da altri Metodo Classico italiani a base di uve a bacca bianca, magari più facili ed accattivanti, ma sicuramente non in grado di esprimere una tale struttura.
Non a caso l'Oltrepò Pavese è il secondo produttore mondiale assoluto di Pinot Nero e le nostre vigne ne rappresentano uno dei cru sicuramente più interessanti.
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458 | Vercesi del Castellazzo - Luogo della Milla - DOC - 2008.
E' un vino rosso vivace vinificato in acciaio.
Di colore rubino violaceo, offre al naso un netto sentore di mora matura e sottobosco; in bocca è pieno, morbido e riprende molto bene le note fruttate dell'olfatto.
Metodo Classico Extra Brut.
Prodotto solo nelle annate favorevoli da uve di
proprietà Pinot Nero con limitato apporto di Chardonnay.
Di grande struttura e complessità, con straordinaria persistenza gusto olfattiva è ottimo come aperitivo ma soprattutto ideale a tutto pasto con accostamenti anche molto audaci.
Non è probabilmente il campione più memorabile degli ultimi anni il 1996, così come non lo fu il 2002.
Lo stesso Lino Maga, recentemente visitato, sempre vivo, pungente e mai banale, nella sua cantina/museo in quel via Mazzini nel centro di Broni, ce lo ha ribadito. "Quest'anno, poi, non produrremo affatto, pessima annata" riferendosi al 2008.
Però, anche in annata minore, e dopo dodici anni dalla vendemmia, il Barbacarlo mantiene tutte quelle caratteristiche che lo hanno reso noto: una lieve carbonica appena stappato, che poi passa poco dopo, un profilo secco ed asciutto ora, dei tannini ancora vivi e vegeti, un profilo olfattivo di bei frutti rossi e quel tocco di meneralità, ben presente anche in bocca, che connota sempre i suoi vini.
Il Barbacarlo, dal nome della vigna di sua proprietà, difeso per ben 22 anni di cause legali contro tutto e tutti, per difendersi da coloro che volevano usare questo nome, ma non ne avevano alcun diritto, amato e scoperto da penne come Gianni Brera e Luigi Veronelli, è un icona stilistica, del vino oltrepadano e di quella autentica concezione contadina del vino, che altrove ha conquistato onori e premi, ma che qui è rimasta lontana dalle luci della ribalta.
Dal classico tagliere di formaggi e salumi misti ad un arrosto, non teme la tavola, anzi, la esige.
Da uve Pinot Nero e Chardonnay, sosta oltre trenta mesi sui lieviti.
Di grande struttura, austero ma senza asperità, è ottimo aperitivo ed eccellente a tutto pasto con accostamenti anche audaci. Si presta a un moderato invecchiamento.